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LE POSIZIONI DEL SONNO

Scegliere un materasso di altissima qualità è decisamente fondamentale per garantirsi il miglior riposo, ma quanto incide “il modo” in cui si dorme?

Esiste una correlazione fra la postura con la quale dormiamo e la qualità stessa del sonno?

Sicuramente si, anche se l’argomento non è certamente semplice.

 

Innanzitutto va chiarito che ogni posizione è perfetta se è quella che il nostro cervello ci dice di assumere, ma va anche detto che non sempre la posizione che noi preferiamo, quella che ci da sicurezza, alla quale siamo abituati e che fa parte ormai del nostro essere, sia quella che garantisce un risposo sereno ed eviti problemi di salute nel lungo periodo.

 

Andare a dormire, l’atto stesso di spegnere la luce e coricarsi è per tutti noi un rito, fa parte del nostro essere più profondo ed è molto spesso il momento più “nostro” della giornata. Non è pensabile che si debbano seguire delle regole anche in questo ma certamente è pur vero che esistono dei dati di fatto e saperli può aiutare a migliorare la qualità del nostro sonno.

 

Iniziamo a dire che esistono patologie che richiedono di assumere una determinata postura. E’ il caso dell’ernia iatale dove dovremo riposare supini, a pancia in su e con un cuscino doppio o in ogni caso più alto per evitare che il corpo troppo sdraiato favorisca il reflusso gastroesofageo.

 

E’ il caso della cervicale, dove a seconda di “come ci parla il collo” dovremo fare in modo che il collo stesso sia il maggiormente possibile sorretto nel cuscino e quindi il più possibile esente da scarichi di peso indietro o ai lati.

 

Ricordiamo però che per le patologie e la relativa postura migliore da adottare è opportuno rivolgersi ad uno specialista per avere suggerimenti medici.

 

In linea generale ci sono degli errori comuni che vanno evitati indipendentemente dal letto su cui dormiamo:

dormire orizzontalmente senza cuscino

dormire a pancia in giù

dormire con le mani sotto la testa

 

Ne consegue che le posizioni sconsigliate sono purtroppo quelle che moltissimi di noi prediligono durante il sonno

 

 

Vediamole:

1) A pancia in giù o prona

È considerata la peggiore delle posizioni ma allo stesso tempo è molto comune ed è l’unica che diminuisce i disturbi di apnea notturna.

Con questa postura vengono a crearsi molte tensioni a livello della cervicale, dell’articolazione temporomandibolare e lombare: la schiena si trova spesso in ipolordosi e la cervicale è girata per molte ore da una parte con la mandibola appoggiata sul cuscino che tende a posizionarsi in modo scorretto.

Tutti questi atteggiamenti posturali col tempo creano scompensi muscolari, articolari e ossei che col tempo possono portare a dolori anche cronici e debilitanti. Inoltre, tutti coloro che dormono a pancia sotto (prona) o di lato bocconi, producono, tramite la loro posizione, un carico statico che grava sulla mandibola, traumatizzando continuamente tutto l’apparato masticatorio.

 

2) La posizione a “stella di mare”

È quella nella quale si dorme sdraiati sulla schiena con le braccia sopra la testa. Questo genera una pressione sui nervi nella parte alta della schiena con conseguente problema alle spalle ed al collo.

 

3) Dormire in posizione fetale

 È la posizione più diffusa ed è probabilmente quella che fa più male: l’assenza totale di supporto al collo e alla colonna vertebrale causa dolori al collo stesso e alla vita.

Inoltre, incide negativamente sulla respirazione.

 

 

Ma qual è allora la posizione migliore?

 

La posizione migliore, per dormire è sulla schiena, ovvero la posizione supina, a pancia in su e con le braccia distese lungo il collo o aperte, con i palmi della mani coma ad accarezzare il materasso, è particolarmente fisiologica e adatta al benessere della colonna vertebrale e consente di evitare le contratture muscolari.

 

Anche dormire sul fianco è consigliato, ma in questo caso l’importante è che le spalle e le braccia siano protese in avanti.

 

La qualità del sonno è quindi un mix molto complesso fra qualità del materasso e corretta postura. Nel prossimo articolo vedremo poi come il “cuscino” sia l’altro elemento da non trascurare e che merita un approfondimento.

 

FONTI:

www.esseresani.pianetadonna.it

www.iobenessere.it

www.sanroccochiropratica.it

www.linfavitale.com

www.salute.pourfemme.it

www.benessereblog.it

www.naturopataonline.org

www.lastampa.it